Il
notissimo programma europeo Erasmus ha avuto un gran successo,favorendo
l'ingresso di milioni di studenti in ambienti di studio europei o di
neoimprenditori in ambienti di lavoro adatti.
Ma
di fronte al grido di dolore di giovani in cerca di neoassunzione - spesso
disatteso o di lunga durata- la Commissione Europea starebbe lanciando un nuovo
Programma denominato "Your first Eures job" ovvero una apertura di credito
(vocabolo da intendere nel vero senso del termine) a favore di giovani in cerca
di primo lavoro. Ecco come dovrebbe funzionare (se abbiamo ben compreso. Si
parte dal presupposto che ci si rivolga ad una "platea" di giovani decisamente
qualificati (laurea quinquennale o similare), in presenza di forte
disoccupazione (come ad esempio attualmente in Spagna e sia pure in misura un
po' inferiore anche nel nostro Paese)e di contemporanee carenze d'organico in
analoghi settori produttivi di altri Paesi europei (ad esempio attualmente in
Germania).
Tanto premesso, la Commissione prevederebbe per coloro che passino una apposita
selezione,il versamento di un contributo pari a 1000/1500 euro a persona,a
titolo di "borsa di lavoro" per finanziare o le spese di trasferta
preassunzionali o (probabilmente) anche le prime spese di mantenimento nella
sede di lavoro acquisita. Parallelamente le Imprese che assumeranno,
riceveranno un "conguaglio" di 1000/1500 euro sempre a persona e a titolo di
compartecipazione a tali iniziative assunzionali.
Si
parla negli ambienti della Commissione ,in prima battuta, di piu' o meno
5000/6000 "borse di lavoro",la cui assegnazione in Italia in fase di prova
dovrebbe essere gestita dalla Provincia di Roma. Iniziativa decisamente lodevole
e pragmatica, che ci auguriamo venga portata a termine con successo e in tempi
brevi.
L’EUROPA PER I
GIOVANI:
ROSSITTO (CIU): “MENTRE L’EUROPA AUMENTA GLI STANZIAMENTI DEL 70% PER LA
FORMAZIONE CONTINUA, IN ITALIA NELLA RIFORMA DEL LAVORO NON C’E TRACCIA”
Intervenendo alla presentazione
“Contributo all’inserimento dei giovani nella realtà Europea”, promossa
dall’Istituto Italiano Quadri, dal Rotaract e dall’Associazione Anysetiers, per
la presentazione del bando per due borse di studio, Corrado Rossitto, Presidente
della CIU, ha sottolineato che i giovani italiani, soprattutto laureati, devono
comprendere i benefici che possono trarre nell’andare all’estero a lavorare,
come dice il Libro Verde dell’UE, in modo da trarre, da questo tipo di
esperienza, un ampliamento delle loro competenze interculturali in un mondo,
sempre più mondializzato. Esperienze che saranno utili per tutta la loro vita
lavorativa.
La mobilità per l’apprendimento ai fini di studio o dell’esperienza lavorativa
agevola non solo i diretti interessati, ma contribuisce alla costruzione di una
società italiana ad alto contenuto di conoscenza in una logica di mobilità
circolare.
Infatti, per acquisire una mentalità multiculturale per la forte mobilità delle
imprese, a livello europeo e mondiale, la formazione continua diventa
un’assicurazione sulla vita professionale.
Invece, duole, constatare che nella discussione sulla riforma del lavoro, del
tema della formazione continua non c’è traccia, per anteporre i vecchi totem
sindacali.
L’Italia è l’unico Paese che non crede ad uno dei veicoli trainanti per la
crescita su cui punta l’Europa per migliorare l’accesso al lavoro, per
conservarlo, nonché per realizzare gli obiettivi del quadro strategico di
crescita “Europa 2020”.
È emblematico che l’Unione Europea solo per i giovani, nel settore della
formazione continua, effettuerà un incremento del bilancio del 70%, equivalente
ad uno stanziamento di 19 milioni di euro per il programma 2014-2020.
Roma, 29 marzo 2012
AI
GIOVANI DELLE ASSOCIAZIONI:
ANYSETIERS, ISTITUTO ITALIANO QUADRI E ROTARACT
Le Organizzazioni Anysetiers,
Istituto Italiano Quadri e Rotaract, sarannopresenti
il 29 Marzo 2012 presso l’Hotel
Cesari, (Piazza di Pietra – Roma) alle ore 19,00
per illustrare il progetto promozionale
“Contributo all’inserimento dei giovani nella realtà
Europea”.
La presente costituisce invito
alla manifestazione
Con Anna
Maria Darmanin (Ces) sara' a Teramo, Salerno e Rende
"Andremo in
10 universita' europee a raccogliere le proposte dei giovani studenti sulle
problematiche che li affliggono, come i tagli alle finanze pubbliche che sono un
danno gravissimo per le nuove generazioni, e le porteremo all'attenzione del
Parlamento europeo e del Comitato economico e sociale''. Lo ha detto il
vicepresidente del Parlamento europeo, Gianni Pittella (S&D) ricordando che ''in
passato l'Europa e' gia' intervenuta, ad esempio, per salvare molte universita'
italiane dalla chiusura con gli aiuti dell'Ue''. Pittella
ha lanciato all'Europarlamento l'iniziativa '5 ideas for a younger Europe' che
consiste in una serie di visite nelle Universita' di dieci Paesi (Italia,
Spagna, Polonia, Malta, Francia, Belgio, Portogallo, Regno Unito, Austria,
Olanda) da effettuare insieme alla vice-presidente del Comitato economico e
sociale europeo, Anna Maria Darmanin. L'obiettivo: ''Raccogliere pensieri,
aspettative, preoccupazioni e speranze dei giovani studenti''.
Per Darmanin, "la disoccupazione a cui vanno incontro i giovani in Europa sara'
sicuramente una problematica ricorrente nelle loro proposte ma - ha detto - ci
aspettiamo nuovi suggerimenti su problemi meno noti". La prima tappa di Pittella
e Darmanin sara' l'Università di Leeds (Regno Unito) e, quando passeranno
dall'Italia durante il loro giro di visite che terminera' nell'aprile 2012, si
recheranno a Teramo, Salerno e Rende (Cosenza).
Pittella:
raccogliamo proposte da portare davanti al Parlamento
Visitare le Università di dieci
Paesi europei (Italia, Spagna, Polonia, Malta, Francia, Belgio, Portogallo,
Regno Unito, Austria, Olanda) per capire e analizzare da vicino i problemi che
affliggono i giovani studenti. Parte da qui l’iniziativa “5 ideas for a younger
Europe”, lanciata all’Europarlamento dal vicepresidente, Gianni Pittella
(S&D).“Andremo in 10 università europee a raccogliere le proposte dei giovani
studenti sulle problematiche che li affliggono, come i tagli alle finanze
pubbliche che sono un danno gravissimo per le nuove generazioni, e le porteremo
all’attenzione del Parlamento europeo e del Comitato economico e sociale”.
Pittella ha poi ricordato che in passato l’Europa è già intervenuta, ad esempio,
per salvare molte università italiane dalla chiusura con gli aiuti dell’Ue.
L’obiettivo? Raccogliere pensieri, aspettative, preoccupazioni e speranze dei
giovani studenti. Per Darmanin, “la disoccupazione a cui vanno incontro i
giovani in Europa sarà sicuramente una problematica ricorrente nelle loro
proposte ma – ha detto – ci aspettiamo nuovi suggerimenti su problemi meno
noti”.
Le visite saranno effettuate insieme alla vice-presidente del Comitato economico
e sociale europeo, Anna Maria Darmanin.
L'iniziativa consiste in una serie di visite nelle università europee per
incontrare giovani studenti, principalmente
di scienze politiche e di scienze della comunicazione. In Italia, l'iniziativa
toccherà l'Università della Calabria e l'Università di Salerno oltre
che le Universitá di Leeds, Barcellona, La Valletta, Varsavia, Strasburgo,
Bruxelles, ed altre.
L'obiettivo è quello di raccogliere i pensieri, le aspettative, le
preoccupazioni e le speranze dei giovani studenti europei come materia prima
per raggrupparli in "5 idee per una Europa più giovane", da sottoporre al
Parlamento europeo e al Comitato economico e sociale europeo. Le 5 idee
costituiranno anche il fulcro del libro scritto congiuntamente da Darmanin e
Pittella sui giovani e l'Europa, che sarà pubblicato nel 2012.
Luciano Cerasa
Portavoce Primo
vicepresidente del Parlamento europeo
"Accorciare le
distanze ancora esistenti fra i cittadini e l'Europa "istituzionale": Con questo
spirito insieme ad Anna Maria Darmanin, vicepresidente del Comitato economico e
sociale, abbiamo deciso di iniziare un vero e proprio ‘’porta a porta’’ tra le
università europee per incontrare i giovani e discutere di Europa e soprattutto
ricevere le loro proposte su come rendere questa Unione europea "più giovane".
Lo afferma il vice Presidente vicario del Parlamento europeo, Gianni Pittella
che spiega il senso dell'iniziativa lanciata in questi giorni (5 idee x
un'Europa + giovane:
www.facebook.com/5ideas) ed al via
nella città di Leeds e che proseguirà successivamente
in Polonia, Malta, Francia, Spagna, Portogallo ed Italia nelle città di Salerno
e Rende.
"L'idea - dice
Pittella (nella foto) - nasce dall'importanza della forza propulsiva per l'Ue
fornita dall’apporto convinto delle nuove generazioni al progetto
d'integrazione. Ma anche dalla certezza che l'Europa oggi trovi la sua maggiore
realizzazione nel crescente interscambio culturale e sociale tra i giovani
europei e sulla spontanea e naturale voglia di relazione e di contatto, ormai
senza frontiere fisiche grazie alle nuove tecnologie sul web e ai trasporti low
cost. Lo testimonia il successo del progetto Erasmus che si è allargato
recentemente, grazie anche alla nostra personale azione.
Lo scopo più immediato di questa iniziativa e di raccogliere i pensieri, le
aspettative, le preoccupazioni, le speranze dei giovani studenti europei e di
farne scaturire ‘’5 idee x 1 Europa + Giovane’’ da sottoporre all'attenzione del
Parlamento europeo e del Comitato economico e sociale europeo, i due organi che,
per eccellenza, hanno il compito di rappresentare in seno alle istituzioni di
Bruxelles le istanze della società politica e civile. (10/10/2011-ITL/ITNET)
La possibilità di costituire
società tra professionisti è una leva importante per sviluppare l’economia della
conoscenza e modernizzare il Paese. Per questo è necessario che il Governo vari
rapidamente i regolamenti attuativi dell’art. 10 della legge di stabilità che,
dopo più di settanta anni, ha cancellato l’anacronistico divieto per i
professionisti di esercitare la loro attività in forma societaria.
L’invito viene espresso da
Legacoop e CIU che da tempo sono impegnate in un’attività di promozione
dell’idea delle società tra professionisti, con particolare attenzione al
modello cooperativo considerato come strumento ideale per l’organizzazione in
forma associata delle attività professionali.
“Oltre a garantire la dignità
del ruolo del professionista e la piena partecipazione del singolo socio alla
definizione delle decisioni e delle scelte” -sottolinea Giuliano Poletti,
Presidente Legacoop- “la forma cooperativa risponde positivamente anche alle
preoccupazioni espresse dagli ordini professionali circa la potenziale
invasività dei soci di capitale: la disciplina civilistica delle cooperative,
infatti, prevede che, indipendentemente dall’entità della partecipazione al
capitale, la categoria dei soci finanziatori non possa avere un peso decisionale
superiore ad un terzo dei voti esprimibili in assemblea né avere più di un terzo
dei membri del consiglio di amministrazione. In questo modo, i soci
professionisti mantengono il pieno controllo della propria società e delle
proprie competenze, mentre i soci finanziatori hanno solo un ruolo strumentale
al raggiungimento degli obiettivi della società”.
Senza dimenticare che il
modello societario cooperativo offre l’opportunità di gestire prestazioni e
competenze multidisciplinari e quindi di offrire ai clienti servizi
professionali diversificati e di livello elevato; la cooperativa può quindi
rappresentare uno strumento importante per valorizzare nuove competenze,
contribuendo a superare le resistenze che oggi si frappongono all’accesso dei
giovani alle professioni.
“L’importante risultato
legislativo conseguito in Italia con le ‘Cooperative tra professionisti’,
anche a seguito delle iniziative di LegaCoop e CIU” -sottolinea Corrado
Rossitto, Presidente CIU e Consigliere del CESE- “è motivo di attenzione da
parte dell’Unione Europea, che potrà inserire detto modello nelle politiche
europee finalizzate alla competitività e all’innovazione sociale, soprattutto
guardando alla giovane generazione di professionisti. Probabilmente nell’anno
corrente l’Unione Europea disciplinerà la materia dell’economia cooperativa e
pertanto per il Governo italiano vi è lo stimolo di varare rapidamente i
regolamenti attuativi, acquisendo un precedente italiano in campo europeo. In
tal senso, in particolare in una fase di crisi occupazionale, va anche la
richiesta del recepimento della Direttiva 2005/36/CE che prevede la possibilità,
per i quadri e i dirigenti con lunga esperienza, di iscriversi ad albi
professionali”.
Come richiesto dalla CIU nel forum
a Bruxelles del giugno scorso sulle Professioni Liberali, presso il Comitato
Economico e Sociale Europeo, la Commissione Europea ha presentato una Direttiva
che
modifica la 2005/36 sul riconoscimento delle qualifiche professionali, solo
parzialmente recepita in Italia, istituendo una “tessera elettronica europea”
che certificherà i titoli professionali per esercitare, in qualunque Paese
dell’Unione Europea, la propria attività.
L’obbiettivo è quello di eliminare
burocrazia ed ostacoli, come si è verificato in Italia, onde favorire la
mobilità intracomunitaria nell’area professionale. Il riconoscimento varrà anche
per coloro che stanno effettuando tirocini, ma non hanno ancora conseguito un
titolo abilitante.
Come ha osservato il Commissario
al Mercato Interno Michael Barrier “In Europa sta crescendo la domanda di
personale altamente qualificato pertanto, in particolare per i giovani, sarà più
facile trasferirsi laddove si prospettino offerte di lavoro”.
“L’iniziativa del Commissario
al Mercato Interno Barrier – ha dichiarato Corrado Rossitto Presidente CIU e
consigliere CESE – serve a far cadere le barriere di conservazione nel
sistema delle professioni. Viene confermata pertanto la validità dell’azione al
nostro Governo in materia di liberalizzazioni nel libere professioni che
altrimenti emargina i giovani e le donne.
Pertanto la CIU registra, ancora
una volta, con soddisfazione le validità di iniziative di modernizzazione
condotte in Italia e in Europa nell’area delle elevate professionalità”.
Storicamente, le radici dell’attuale Unione europea
risalgono alla seconda guerra mondiale. L’idea
dell’integrazione europea è nata per far sì che non
si verificassero mai più simili massacri e
distruzioni. Subito dopo la fine della guerra,
l’Europa è divisa in due blocchi, occidentale e
orientale. Inizia così la guerra fredda, che durerà
quarant’anni. Le nazioni dell’Europa occidentale
creano il Consiglio d’Europa nel 1949: è un primo
passo verso la cooperazione fra Stati, ma sei paesi
vogliono fare di più.
9
maggio 1950: il ministro degli esteri francese
Robert Schuman presenta un piano di cooperazione
rafforzata. Successivamente, il 9 maggio celebrerà
la "Giornata dell’Europa".
Sulla
base del piano Schuman, sei paesi firmano un
trattato per gestire in comune le rispettive
industrie carbosiderurgiche. In tal modo nessuno
Stato avrebbe potuto fabbricare armi proprie da
rivolgere contro gli altri, come avvenuto in
passato. Questi sei paesi sono Belgio, Francia,
Germania, Italia, Lussemburgo e Paesi Bassi.
Visto
il successo del trattato CECA, i sei paesi decidono
di estendere la cooperazione ad altri settori
economici. Viene così firmato il trattato di Roma
(25/3/1957/CEE/Comunità Economica Europea), che
istituisce la Comunità economica europea (CEE), o "
mercato comune", avente per obiettivo la libera
circolazione di persone, beni e servizi al di là dei
confini nazionali e primo nucleo di quella che
diverrà l’Unione Europea.
Stati Membri dell’Unione Europea che hanno adottato
l’Euro (17).